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Il rito della “guazza ad san Zvan”, nella notte magica a cavallo tra il 23 ed il 24 giugno

La notte a cavallo tra il 23 ed il 24 giugno è una notte molto particolare in cui si prepara l’acqua di San Giovanni, che secondo la leggenda, possiede virtù curative e protettrici.

Secondo la tradizione, come riporta Wikipedia, la sera del 23 giugno si usava preparare una bacinella d’acqua riempita con fiori, erbe, e aromi, lasciarla tutta la notte all’aperto, e l’indomani mattina (ovvero il giorno di San Giovanni) utilizzarla per lavarsi il viso.

Gli ingredienti utilizzati erano scelti tra quelli più facilmente reperibili nella zona, ad esempio l’iperico (che viene chiamata addirittura erba di San Giovanni), la lavanda e il rosmarino.

L’antico rito è legato al solstizio d’estate: nel giorno più lungo dell’anno la natura giunge al massimo splendore ma, nonostante la forte rinascita, bisogna prestare attenzione agli eventi sfortunati come siccità, forti temporali o malattie delle piante, che rovinerebbero i raccolti. Per evitare queste situazioni nefaste nelle campagne si facevano falò propiziatori, che rappresentavano il sole e si preparava appunto l’acqua di San Giovanni per raccogliere la rugiada, che simboleggia la Luna.

Come preparare la “guazza ad san Zvan”

Per realizzare il proverbiale elisir bisogna raccogliere una misticanza di erbe e fiori spontanei come iperico, lavanda, artemisia e malva, fiori e foglie di menta, rosmarino e salvia. Si possono trovare e raccogliere anche i fiordalisi, i papaveri, le rose o la camomilla, in base alle fioriture presenti nel proprio territorio.

Dopo il tramonto le erbe raccolte vanno messe in acqua e si lasciano all’esterno per tutta la notte a cavallo tra il 23 e il 24 giugno, così che possano assorbire la rugiada del mattino e acquisire proprietà “magiche”.

La mattina del 24 giugno, l’acqua di San Giovanni si utilizza per lavare mani e viso, in una sorta di rituale propiziatorio e di purificazione per ricevere amore, fortuna e salute.

Il rituale si divide in varie fasi, ognuna di esse può ispirare alcuni stati d’animo: Raccolta delle piante: conoscenze e rispetto; Esposizione dell’acqua alla notte: abbandono e fiducia. Bagno con l’acqua di San Giovanni: purezza e rinascita.
La tradizione, inoltre, narra che l’acqua di san Giovanni fosse utile per far ricrescere i capelli, favorire la fecondità, curare la pelle ed allontanare le malattie.

 

Commenti

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  1. Scritto da batt

    io conosco che la mattina con la guazza si raccolgono le noci per fare il nocino
    anche quello molto curativo, per il benessere della mente e del corpo
    cura tutti i mali a dose libera