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Oggi alla Rocca di Lugo un incontro con Giorgio Sbrocco per parlare di rugby

Giorgio Sbrocco ospite del Romagna RFC per presentare il suo ultimo libro e per un incontro dedicato alla pedagogia nel rugby

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Oggi alle ore 17 nel Salone Estense della Rocca di Lugo (Piazza Martiri, 1) si svolgerà un incontro pubblico sul tema della pedagogia nel rugby. Ospite di questo appuntamento, organizzato dal Romagna RFC in collaborazione con il Lugo Rugby, Giorgio Sbrocco, docente universitario di Teoria, tecnica de didattica del gioco del rugby, insegnante di educazione fisica, oltre che giornalista e scrittore di rugby. 

 

In questa occasione Sbrocco presenterà il suo ultimo libro “Blain Said”, terzo capitolo della saga che ha per protagonista il poliziotto-rugbista Sergio Penuria.

 

Giorgio Sbrocco è nato a Treviso negli anni ’50. È docente di “Tecnica, teoria e didattica del rugby” presso le università di Padova e di Ferrara. Insegna Educazione fisica in un istituto comprensivo. Scrive di rugby per Il Giorno, Il Resto del Carlino e online su www.quotidiano.net. Pensa abitualmente in veneto. Ha giocato a rugby cominciando da Conegliano e, trattandosi dello sport di squadra per eccellenza, è riuscito a vincere persino uno scudetto, a centrare un paio di promozioni (Montebelluna e San Donà) e a indossare la stessa maglia di Lucio Boccaletto, Simone Brevigliero, Andrea Rinaldo, Arturo Bergamasco e di Pasquale Presutti senza fare danni.

Vive a Padova, è sposato con Isabella. I figli, Roberta e Enrico, giocano entrambi a pallacanestro.

 

Blain said, Piazza Editore (2016): Tempo di elezioni. Un furgone che viene scaraventato contro la roccia da un camion che scoda all’uscita di una galleria. Un carico decisamente speciale che innesca un caso giudiziario potenzialmente devastante, una ragazza apparentemente mite e solare che esce di scena troppo presto e una docente universitaria che pratica la solidarietà a chilometri di distanza. E poi rugby, tanto e goduto. In sottofondo e in primo piano, evoluto nei modi ma sempre di grana grossa e immediata. Amicizie giuste e sbagliate, vendette e soprese. Arbitri disponibili e presidenti generosi. E vittime e colpevoli. Punte da trapano, acidi e solventi. Colleghi anziani disposti a insegnare. La corpulenta Rosanna, l’equivoco Kevin. E Sergio Penurìa che sceglie la parte chiusa. Fino ai Manicomi del maestro Van de Sfroos. Giorgio Sbrocco, al terzo capitolo della saga del suo poliziotto rugbista, ci consegna un Sergio Penurìa in forma smagliante, alle prese con il caso del “morto del Magnolia”, che risolve grazie a un paio di intuizioni (e una discreta dose di buonasorte) che solo i rugbisti di razza sanno esibire nei momenti di assoluta criticità. Anche quelli che giocano in serie C e che nessuno paga per andare a vedere.

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