Judo nel parco. Si comincia dai Giardini Pubblici, poi ogni giovedì in un parco diverso della città

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Torna per il secondo anno il progetto Judo al parco, ideato e realizzato dal Kaishi Judo Romagna, scuola di judo da anni impegnata nell’insegnamento di questa antica disciplina che, come viene definita dal suo ideatore Jigoro Kano, è un metodo didattico che si serve dell’educazione del corpo come strumento per aprire mente e cuore, per capire come affrontare la vita, per favorire la conoscenza ed il dialogo fra le persone, per sentirsi in armonia con se stessi e con gli altri.

Judo al Parco 2019, che la scorsa estate ha visto circa 300 bambini divertirsi sul tatami, inaugurerà giovedì 13 giugno dalle 17.30 alle 19.30 ai Giardini Pubblici in viale Santi Baldini per poi spostarsi, ogni giovedì, di quartiere in quartiere portando colore, educazione al rispetto ed allegria al fianco di ANMIC – Ravenna, AVIS Ravenna, AEER e col prezioso contributo della Pubblica Assistenza.

Questa disciplina proveniente dal lontano Giappone, mai come oggi è così attuale in quanto “sviluppa l’autocontrollo rinforzando la sicurezza in se stessi, aiuta a limitare l’insorgere di conflitti emotivi, migliora il controllo dell’aggressività, che molto spesso è caratteristica insita in alcune patologie, aiuta a deviare collera, aggressività, paura, ansia e forti emozioni tipiche del fenomeno del “bullismo”, facendole confluire nella giusta direzione gestendone le emotività, aiuta ad affrontare i timori, con equilibrio, senza cadere nell’agitazione, a  capire che nulla, nemmeno lo sport si può imparare senza la collaborazione dei compagni”, spiegano gli organizzatori.

Questa estate parteciperà all’iniziativa anche la Compagnia Portuale di Ravenna che proporranno il “gioco del cerchio”. Judo e Lotta due sport olimpici che si apprendono giorno dopo giorno grazie al lavoro di gruppo ed al sostegno fisico e morale che viene dai compagni di squadra, da qui l’alta funzione socializzante di entrambi.

Insieme i tecnici delle due società promuovono il concetto che lo sport non deve essere un privilegio, ma uno strumento per oltrepassare le barriere legate ai disagi fisici, mentali, culturali ed economici.

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