Alfonsine. Parla Niccolò Venturi: “lavorare forte e restare con i piedi per terra”

Niccolò Venturi è molto solare: “Io sorrido sempre,” ci dice. Sicuramente è una sua caratteristica, ma come ci spiega lui stesso, è anche felice di essere qui. La componente Mattia Gori ha sempre la sua attrattiva, così come il suo gioco votato all’attacco e il puntare sui giovani; ma la D è sicuramente molto stimolante  per un giocatore, specie per lui che l’ha vissuta in salita. Lui ha fame. E magari desidera pure “vendicarsi” un po’ nei confronti di questa categoria che non perdona. Ma lasciamo parlare lui, che ha molte cose da dirci.

Niccolò, cosa ti ha spinto ad unirti al progetto biancazzurro?

“Conosco da diversi anni il mister perché l’ho affrontato varie volte come avversario, e mi è piaciuto molto fin da subito, con il suo modo offensivo di fare calcio. E quindi un mese fa, quando mi ha cercato, ho subito dato la mia disponibilità al trasferimento. Mi piace il modulo con cui gioca, perché riesco ad esprimere al meglio le mie potenzialità. Poi soprattutto credo sia la prima volta che un allenatore e una società puntino così tanto sui giovani, e questo dal mio punto di vista ha i suoi pro (motivazioni alte e concorrenza) e i contro (poca esperienza). Credo però che se facciamo gruppo e mettiamo la squadra davanti al proprio io, con il lavoro e la costanza riusciremo senz’altro a toglierci delle soddisfazioni importanti. Sono anche sicuro che anche se siamo una squadra giovane abbiamo tutte le carte in regola per fare un grande anno.”

Quali sono i tuoi obiettivi per questa stagione?

“Mi hanno sempre insegnato che è importante porsi, all’inizio della stagione come in tutte le cose extra-campo, degli obbiettivi personali e di squadra. Credo sia fondamentale mettere dei ‘paletti’ e cercare in tutti i modi di raggiungerli (e magari superarli), perché tutto ciò tiene alta la concentrazione, la competizione e la motivazione. A livello personale spero di fare una grande stagione,  e farò di tutto per aiutare la squadra. Non mi piace parlare di numeri (presenze, goal e assist), però nella mia testa lo faccio, e cercherò in ogni modo di raggiungere i miei obbiettivi. A livello collettivo credo sia scontato parlare di salvezza, però speriamo di fare ancora meglio. È sempre bello porsi grandi mete: non si sa mai…”

Cos’hai imparato dall’esperienza in Serie D?

“L’anno scorso sono partito in ritiro con il Forlì, e a dicembre sono arrivato a Classe. Mancavano due partite alla fine del girone di andata, e la situazione non era delle migliori: eravamo ultimi a otto punti, molti se ne stavano andando o avevano già lasciato la squadra. Il morale era basso, la squadra è stata rivoluzionata negli interpreti, e purtroppo anche il mister ha dovuto lasciare. Alla fine qualche soddisfazione ce la siamo tolta, anche se purtroppo non abbiamo raggiunto la salvezza. È stata un anno molto importante per me: innanzitutto mi sono adattato ad un ruolo che non avevo mai fatto, e poi ho capito che non si parte MAI sconfitti. Anche noi eravamo una squadra molto giovane, ma ciò che ci ha contraddistinto è la fame agonistica che avevamo e che ci ha fatto arrivare a lottare fino alla fine. Ho imparato che nel calcio non vince sempre il più bravo a livello tecnico: ciò che conta è sia la forza del gruppo che la testa. Magari sulla carta ci davano tutti per morti, ma poi in campo faticavano tutti contro di noi perché entravamo in campo con il coltello fra i denti e sputavamo sangue: tutte le partite erano vere e proprie battaglie. Inoltre, abbiamo fatto diversi punti nei minuti finali, e questo insegna che in questa categoria le partite si decidono anche all’ultimo minuto attraverso un episodio, quindi non bisogna mai mollare! È stata un’annata lunga e difficile, ma allo stesso tempo molto costruttiva. Tutto quello che ho imparato me lo porto anche qua ad Alfonsine, e spero mi possa essere d’aiuto per tutto l’anno. L’importante è lavorare forte e rimanere con i piedi per terra; poi sono sicuro che i risultati arriveranno”

ARRIVA SALVATORE SCATOZZA DIRETTAMENTE DAL RAVENNA

All’Alfonsine arriva Salvatore Scatozza (nella foto sotto), da Ravenna. La maglia biancazzurra che lui e Mattia Gori tengono in mano brilla come di luce propria. Salvatore sorride: questa sarà la sua maglia per la stagione 2019/20. Lui ha origini campane, è nato a Frosinone, ma vive a Ravenna dall’età di due anni; calcisticamente è un difensore classe 2000 che può giocare sia al centro che a destra. Le sue ultime esperienze lo vedono prima nella Berretti del Forlì, e poi nientemeno che in Serie C nel Ravenna, dove ha collezionato alcune presenze.

A cura di Alex Caravita

 

Scatozza Alfonsine