Alfonsine. Parla capitan Innocenti: “la voglia è sempre quella di quando ero ragazzino”

Non potevamo dimenticare di intervistare Federico Innocenti,  il capitano storico, la bandiera biancazzurra, il condottiero di mille battaglie. A lui di cose da chiedere ne avremmo molte, ma ci limitiamo a quattro domande.

Com’è andata la prima settimana di allenamento, e com’è stato farla “fuori casa”?

“È andata bene, ci siamo conosciuti. E poi fare allenamento al mare, in un ambiente che ti aiuta, che ti fa stare meglio, è una cosa diversa e piacevole in questa stagione. Il campo era discretamente buono per fare allenamento, lo spazio c’era, e anche se eravamo in tanti abbiamo comunque fatto una bella settimana di allenamento dove ci siamo conosciuti e abbiamo iniziato a fare qualcosa di importante per il campionato”

Cosa pensi del gruppo di quest’anno?

“È un gruppo molto molto giovane, a parte alcuni ‘vecchi’ (che poi sono quelli rimasti dall’anno scorso), alcuni dei quali sono ‘95, ‘97, ‘98, quindi sono ancora molto giovani. Sono ‘vecchi’ rispetto ai 2001, ai 2000 e ai ‘99, ma sono ragazzi relativamente giovani che però fanno campionati importanti da alcuni anni. Ora devono iniziare a responsabilizzarsi di più, perché oramai iniziano a essere i più vecchi in squadra e devono mettere qualcosa in più, oltre che in campo anche di fuori: dare una mano a noi due-tre più anziani e più esperti a fare gruppo il prima possibile con quelli nuovi e con i ragazzi giovani, tenerli sempre concentrati ad ogni allenamento, ad ogni partita, e cercare di aiutarli a rendere al meglio”

Come sarà questo campionato?

“Credo che sarà dura, ma questo lo sappiamo già. Dobbiamo affrontare ogni allenamento e ogni partita pensando che possiamo essere inferiori all’avversario. Ogni giocatore dovrà mettere in campo il 110% delle proprie possibilità, perché magari l’anno scorso entravi in campo ed eri “favorito” in tutte le partite, quest’anno invece parti un po’ da sfavorito in tutte, e in questo caso devi essere mentalmente pronto a far qualcosa in più, perché altrimenti essendo l’avversario più forte non porti a casa un risultato positivo. E quest’anno anche i pareggi, i punticini, sono molto importanti per una squadra che si deve salvare”.

L’ultima: come ti senti ad essere capitano in Serie D a 39 anni?

“Il fatto di essere ancora qui è la cosa più importante, perchè sono del paese, e mi dispiace di essere rimasto uno dei pochi in squadra. Anche se ho 39 anni mi sento bene fisicamente: per fortuna non ho mai avuto infortuni seri o acciacchi particolari, e questo sicuramente aiuta. La voglia è ancora quella di quando era ragazzino: lo spirito, il sacrificio, la voglia di andare ad allenamento non sono mai cambiati, quindi sicuramente aiuta parecchio a continuare a giocare, a fare bene, ad aiutare, a sacrificarsi. Perché comunque è un sacrificio lavorando fare quattro-cinque allenamenti: è un impegno grande, ma me lo sono preso perché credo di poterlo fare ancora. E sento soprattutto di poter dare una mano alla squadra e anche un po’ al paese: perché comunque è una cosa piacevole fare questo campionato (semi-professionistico ormai), andare a giocare fuori regione e portare l’Alfonsine a giocare in campi importanti dove un paese così piccolo non pensava di poter arrivare.”

A cura di Alex Caravita