“Orgogliosi di te, capitano”: Casadio risponde a Saitta della Consar, che ha scritto al Papa per non giocare a Natale

Il presidente della Consar Ravenna Luca Casadio torna sulla lettera che il capitano della squadra Davide Saitta ha scritto al Papa, dove esternava la sua esigenza di uomo di fede di passare il Natale con la propria famiglia, senza essere costretto a giocare mercoledì 25 dicembre il ritorno di campionato a Trento.

“Ascolta Papa Francesco la mia “supplica” di voler vivere intimamente ed insieme alla mia famiglia il Santo Natale – si legge nella missiva inviata da Davide Saitta al Santo Padre -. È il grido di un cattolico che molto spesso è «voce di uno che grida nel deserto» in questa società volta alla scristianizzazione. Credo che il nostro sport, che da sempre è veicolo di importanti valori sportivi e di vita, possa sacrificare un minimo della sua spettacolarità per fare spazio a Gesù che viene nelle nostre vite e dare la possibilità a chi come me ne sente la necessità, di celebrarlo e lodarlo”.

La risposta integrale del presidente Luca Casadio

Ho sentito alcuni che dicevano “che coraggio che ha avuto Saitta a scrivere la lettera al Papa e renderla pubblica!!”. Ho pensato a lungo e non credo si tratti di coraggio, ma di essere un uomo vero, con le proprie debolezze, le proprie certezze, i propri sentimenti, i propri affetti, le proprie paure.

Forse bisogna essere anche semplici ma soprattutto puliti e solidi per poter esternare al Papa il disappunto di non poter trascorrere il Santo Natale in compagnia della moglie e della figlia di pochi mesi senza polemiche, misurando le parole, esprimendo candidamente il sentimento e il dispiacere che viene dall’interno senza menzionare colpe o colpevoli.

Grazie Davide per averci ricollocati nel mondo vero.

Spesso, ovattati dal gioco, dal mondo divertente dei palazzetti dove, vincenti o perdenti che siamo, assistiamo tutti ad uno spettacolo piacevole, immersi inconsciamente nel consumismo del black-friday, accecati dallo sfarzo delle luminarie natalizie, perdiamo di vista l’incessante correre della vita, spesso subendola passivamente, accettando remissivamente le decisioni di altri senza sapere neanche chi siano.

A volte ci celiamo dietro al senso di impotenza come se fosse un parafulmine, una giustificazione, un alibi che ci dà la forza però di criticare le cose che accadono con amici, colleghi, come nella miglior codifica del vittimismo, senza agire, senza percepire fino in fondo che siamo asserviti ai poteri dei grandi interessi al di sopra di tutti.

Forse ho esagerato: non volevo mettere in campo morale né moralismo che nel tuo gesto non c’entrano nulla, ma la forza delle tue parole, esternate senza alzare i toni (cosa non comune nei nostri tempi) mi ha fatto sobbalzare.

Ti sono grato per quello che hai fatto.

Noi tutti, sportivi e non, sia che condividiamo o meno la lettera, dobbiamo sentirci nobilitati di aver un collega, un compagno che con un coerente rispetto delle regole e una educazione dialettica impeccabile, ha denunciato una situazione non condivisibile e questo vale più di qualsiasi schiacciata nei tre metri come insegnamento ai giovani.

Grazie per l’esempio, la tua società è orgogliosa di averti come capitano.

Il presidente, Luca Casadio

Commenti

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  1. Scritto da Giovanni lo scettico

    Spero che i medici, i macchinisti, i baristi, i pompieri e i poliziotti non la pensino come lui a proposito del lavoro nei giorni festivi.

  2. Scritto da silvano baldini

    Grazie Capitano e grazie Presidente per queste parole. Purtroppo nell’ era del consumismo si perdono certi valori, ma sono convinto che anche altri la pensino così, ma, come spesso capita, ci si adegua, senza esternare i propri pensieri. Grazie ancora.

  3. Scritto da Maria

    Chi va a vedere una partita il giorno di NATALE????? Lo sport è passione non deve essere un mercato senza umanità. Padri così sono da ammirare!!!!

  4. Scritto da Paolo F

    Bravo Capitano …e bravo Presidente! Ho sentito anch’io persone che esternavano il loro disappunto perché un giocatore “scomodasse addirittura il Papa “ ma sono convinto che questa umile esternazione ( come umili sono sia il Capitano che il Presidente)sia stata veramente l’occasione per riportare alla vera luce la “luce del Natale”. E comunque Papa Francesco (da umile) apprezzerà di sicuro esempi di vera cristianità come quella di Davide.. Buon vero Natale a tutti.