La pandemia costringe a rinviare la 1000Miglia. La corsa più bella del mondo si sposta ad ottobre

Resta confermata la tappa di Cervia e il passaggio da Ravenna

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Il Consiglio di Amministrazione di 1000 Miglia Srl in accordo con il Socio Automobile Club di Brescia, a fronte dell’emergenza in atto e al fine di garantire lo svolgimento della manifestazione nella massima sicurezza, ha deliberato il rinvio della 1000 Miglia 2020 – e degli eventi collaterali – che, pertanto, si svolgerà da giovedì 22 a domenica 25 ottobre prossimo.

L’itinerario resta invariato:

Giovedì 22 ottobre, partenza da Brescia, per attraversare i comuni del Lago di Garda, Desenzano e Sirmione, poi Villafranca di Verona,  Mantova, Ferrara e Ravenna e concludere la prima giornata di gara a Cervia – Milano Marittima.

Il giorno successivo, venerdì 23, la corsa riparte procedendo verso Cesenatico (FC), toccando San Marino, Urbino (PU), Fabriano (AN), Macerata, Fermo, Ascoli Piceno e Amatrice (RI). Da Rieti, le auto d’epoca arriveranno a Roma, dove concluderanno la seconda tappa sfilando lungo la passerella di Via Veneto.

Sabato 24, nella tappa più lunga, le vetture toccheranno in successione Ronciglione (VT), Viterbo, Radicofani (SI) e Castiglione d’Orcia (SI), per sostare poi sostare a Siena. Risalendo da Lucca e passando per Viareggio, lasceranno la Toscana attraverso il Passo della Cisa, per raggiungere Parma, che accoglierà gli equipaggi per l’ultima notte di gara.

La giornata conclusiva di domenica 25 vedrà i passaggi da Salsomaggiore Terme (PR), Castell’Arquato (PC), Milano, Cernusco sul Naviglio (MI) e Bergamo, prima di raggiungere la pedana di arrivo di Viale Venezia a Brescia, dove tutto ebbe inizio 93 anni fa, con la prima Coppa delle 1000 Miglia.

«Come le nostre istituzioni hanno costantemente comunicato in questi giorni» ribadiscono Franco Gussalli Beretta, presidente di 1000 Miglia Srl e Aldo Bonomi, presidente dell’Automobile Club di Brescia «la salute delle persone viene prima di tutto e, nella speranza della migliore e più rapida risoluzione di questa situazione senza precedenti, tutti indistintamente abbiamo la responsabilità di partecipare allo sforzo collettivo in corso».

 

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