Lettera di un piccolo calciatore: “Spero di tornare presto a correre coi miei compagni nei nostri bellissimi campi”

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“Sono Pasquale e ho 10 anni. Spero tanto di tornare presto a indossare la maglia del Ravenna e correre di nuovo con tutti i miei compagni nei nostri bellissimi campi erbosi. In questigiorni chiuso in casa ho capito quanto siete importanti per me: mi mancate tanto! Intanto mi alleno a casa, nel mio piccolo giardino”: questo il testo della commuovente lettera scritta da uno dei ragazzi più giovani del settore giovanile, la RFC Academy.

“Un testimonianza sentita e sincera – scrivono dal Ravenna FC – di quanto questo momento abbia influito tantissimo nelle nostre vite e su quanto l’attività sportiva costituisca un momento fondamentale nella vita dei nostri ragazzi. Un impatto sociale sul territorio che va ben oltre il risultato sportivo”.

La lettera di Pasquale
La lettera di un piccolo calciatore giallorosso

La lettera di Pasquale Palombella è stata l’occasione per  Nevio Valdifiori di fare il punto della situazione:

Il Ravenna FC è stata tra le prime squadre a sospendere l’attività giovanile a scopo precauzionale dopo lo scoppio del virus. In questi mesi come avete gestito i rapporti con i ragazzi del settore giovanile? Continuate a seguirli anche da casa?

“Siamo stati tra i primi a chiudere in seguito alle opportune valutazione fatte con la società, perché la Darsena è un area con libero accesso, pertanto non c’erano i presupposti né per evitare qualsiasi tipo di assembramento, né per garantire la sicurezza dei ragazzi. Abbiamo anticipato il lockdown di qualche giorno perché ci siamo resi conto della gravità della situazione. In queste settimane i nostri allenatori stanno continuando a seguire le squadre proponendo attività specifiche per le varie età, dagli allenamenti a delle “sfide” per i più piccoli, spesso condivise via cellulare. Da quello punto di vista le nuove tecnologie ci stanno dando una grossa mano per continuare a mantenere un rapporto costante con i nostri tesserati.”

Cosa può comportare un periodo così lungo senza attività con i compagni per un ragazzo che vuole diventare un calciatore?

“Sicuramente dipenderà molto da quando ci potrà essere una apertura totale. Finora si tratta di un periodo circoscritto che qualora restasse nell’arco dei 2-3 mesi potrebbe quasi psicologicamente essere immaginato come un infortunio, una condizione che capita nel mondo del calcio. E’ un periodo importante, ma non si può certo pensare di buttare via un percorso di anni, che potrà avere altri anni in avanti. La cosa su cui impatta è più che altro nella vita quotidiana, nelle restrizioni cui ci dobbiamo tutti abituare. Restrizioni che ci fanno riflettere sule piccole cose che davamo per scontato e che questa situazione ha rimesso in discussione.”

Bellissima la lettera scritta da uno dei ragazzi più piccoli del settore giovanile, una testimonianza semplice e sincera di affetto e di quanto anche dal punto di vista sociale il calcio restituisca al territorio, si aspettava una testimonianza di questo tipo?

“Sinceramente non me l’aspettavo. Però devo dire che il cercare di creare entusiasmo ed empatia con il territorio era ed è tra gli obiettivi che ci siamo prefissi, questa lettera è la dimostrazione che il tessuto sociale si sta riavvicinando alla nostra realtà. Lo slogan del “Ravenna ai ravennati” che ci siamo proposti inizia a fare intravedere dei risultati importanti. Crescere con questo atteggiamento potrà sicuramente portare tanti aspetti positivi nella comunità ravennate ad avere un approccio migliore anche nei confronti del Ravenna FC.”

Come in tutte le crisi, anche questa, darà opportunità per potere ripartire e fare passi in avanti? Quali sono gli aspetti che caratterizzeranno la ripartenza delle attività di RFC Academy e quali sono gli sviluppi che auspica o si aspetta per la prossima stagione?

“Come già detto anche in altre occasioni, il nostro percorso in questa stagione era in crescita, dimostrando di essere competitivi in tutti i campionati. L’obbiettivo per la ripartenza è quello di confermare questi valori facendo in modo che ci sia una ulteriore crescita. Tanti ragazzi erano sotto osservazione da squadre di categorie superiori ed in odore della prima squadra. Il primo obbiettivo, venendo da una reclusione forzata, sarà ridare ai ragazzi la spensieratezza e la serenità per potere lavorare e continuare a crescere”

Il settore giovanile di una squadra professionistica si basa sulla selezione dei migliori elementi per cercare di portare linfa alla prima squadra. In una stagione come questa che è stata fermata praticamente a metà, cosa cambierà nelle scelte future della società?

“Su questo aspetto mi sono già confrontato con la società e con lo staff, noi siamo consapevoli di avere in tutte le annate delle rose competitive. Al riguardo abbiamo deciso che per la prossima stagione non ci sarà alcuna selezione e confermeremo tutti i ragazzi essendo, appunto, molto soddisfatti del percorso fin qui fatto da loro. E’ il segnale che vogliamo dare ai ragazzi, che quest’anno si sono impegnati al massimo e che per cause a loro non imputabili non hanno potuto continuare a dimostrare quanto di buono stavano facendo. Al massimo faremo qualche integrazione dove necessario e ci attiveremo sicuramente per inserire una nuova squadra di pulcini con i bambini nati nel 2011/2012.”

 

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