Retrocessione. Ravenna FC saluta la serie C al termine di una stagione surreale foto

Il Sindaco de Pascale e Assessore Fagnani: dispiaciuti, ma ora guardare al futuro e rimettersi subito al lavoro

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Con profonda tristezza il Ravenna Football Club saluta la serie C al termine di una stagione a dir poco surreale. La tristezza si somma al rammarico per una sfida, quella con il Fano, che vista la rosa allestita, poteva avere bene altro esito.

A questo proposito, il Presidente Brunelli ha così commentato a fine match: “La situazione era compromessa da sabato e devo dare credito all’allenatore Claudio Treggia che in poche ore ha saputo dare alla squadra la mentalità giusta per provarci. Stavamo disputando un buon primo tempo ma l’ennesima disattenzione difensiva ha reso l’impresa impossibile. Questa giornata è lo specchio di tutta una stagione nata non nel migliore dei modi”.

“Il Ravenna FC coglie l’occasione per ringraziare tutti, dai tifosi a tutte le componenti istituzionali di questa città per il sostegno accordato ma anche per le critiche costruttive che sempre costituiscono spunti di crescita – dichiarano dalla società- . I prossimi giorni saranno dedicati a una riflessione approfondita sugli eventi degli ultimi mesi. È però indubbio e anche doveroso ammettere, che sono stati commessi degli errori. Nessuna componente di questa società può esimersi dal riconoscere una specifica responsabilità, per un esito tanto negativo. Ma fare errori, in un mondo competitivo e spesso deregolato come quello del calcio, fa parte della quotidianità. Ne abbiamo commessi anche in passato, la differenza è che in passato ci era stata data la possibilità di rimediarli sul campo. In questa stagione unica e priva di logica, ogni sbaglio è stato pagato con gli interessi. E soprattutto non abbiamo potuto provare sul campo che meritavamo questa categoria. Si deve anche riconoscere che giocarsi otto anni di buon lavoro in appena 180 minuti, è una soluzione che nulla ha a che vedere con il merito sportivo e l’equità. Ma non vuole essere questo un alibi per la nostra gestione, solo una constatazione di fatto”.

“La nostra posizione contraria e critica nei confronti della soluzione playout adottata dalla FIGC rimane tale e sarebbe rimasta tale anche se a retrocedere fossero stati i nostri avversari – sottolinea Ravenna FC – . In conclusione, con la serenità che anima chi sente di aver comunque lavorato duramente, pensiamo che questa retrocessione non dovrà essere vissuta come una tragedia sportiva, in un anno in cui la parola “tragedia” va utilizzata con molta cautela e rispetto. Si tratta, più realisticamente, di un incidente di percorso che non vanificherà il patrimonio umano e sportivo accumulato fino ad oggi. A questo proposito nei prossimi giorni verrà convocato il Consiglio di Amministrazione per trarre conclusioni più approfondite riguardo la gestione di questa stagione sciagurata, oltre che per iniziare a disegnare i nuovi obiettivi con l’entusiasmo e la passione che sempre ci hanno contraddistinto”.

Dichiarazione del sindaco Michele de Pascale e dell’assessore allo Sport Roberto Fagnani

Il sindaco Michele de Pascale e l’assessore allo Sport Roberto Fagnani esprimono “grande dispiacere per la retrocessione del Ravenna football club, che riporta la squadra tra i dilettanti. Siamo consapevoli che le aspettative a inizio stagione non fossero queste e non vogliamo trovare un alibi nelle modalità con le quali si è concluso il campionato, perché sappiamo bene che il Fano era nelle nostre stesse condizioni, ma è innegabile che le conseguenze del lockdown abbiano fatto sì che la stagione si sia conclusa in maniera anomala e che se il campionato fosse proseguito regolarmente l’epilogo avrebbe potuto essere diverso. Naturalmente comprendiamo anche l’amarezza dei tifosi, ma accettare i risultati del campo è comunque la prima regola dello sport.
E quindi dobbiamo archiviare subito la delusione e pensare alla ripartenza, nella consapevolezza che il Ravenna football club è una società sana, in grado di ripartire aprendosi anche a nuovi scenari, come ha dimostrato riportando la squadra tra i professionisti, cosa che, ne siamo certi, riusciremo a fare nuovamente e presto, riconquistando il posto nel quale il Ravenna e la città meritano di stare”.

 

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Commenti

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  1. Scritto da Rusty

    Ravenna città ti fa passare la voglia di fare calcio, con 1.000 abbonati e 1.500 persone allo stadio. Ciò detto, se questa compagine societaria avrà la voglia e la forza di continuare, complimenti.

  2. Scritto da Aldo

    Una squadra svogliata e scarsa dobbiamo dirlo.

  3. Scritto da alessandro

    Io non ci posso credere che una città di 170.000 abitanti non riesca nemmeno a stare in serie C! Almeno per l’ immagine… Città come Carpi, Frosinone, Treviso, Novara, Crotone hanno fatto almeno una volta la A, non chiedo quello ma almeno tra i professionisti! Poi diciamo la “ROMAGNA SIAMO NOI”.

  4. Scritto da ST

    Primo: parlare di tragedia per una retrocessione dalla serie C alla D, mi sembra un insulto rispetta chi vive o ha vissuto tragedie VERE. Secondo: non c’è solo il calcio. Ravenna ha una tradizione splendida nella Pallavolo, e nonostante le continue difficoltà economiche (dovute anche all’enorme presenza di squadre e squadrette di calcio presenti ovunque), abbiamo formazioni sia a livello maschile che femminile che continuano a portare avanti ad alto livello questa tradizione. E senza bisogno di chiudere strade, militalizzare Ravenna contro gli ultràs delle varie tifoserie locali e avversarie… Se far tornare il calcio nei dilettanti, serve a liberare qualche risorsa in più per il Volley, ben venga la serie D, imho

  5. Scritto da Luca

    Al ravennate medio non interessa primeggiare negli sport di squadra, a parte sport di nicchia come la pallavolo..in 100 anni di calcio raramente la città ha messo piede nel calcio che conta.Abbiamo uno stadio ridicolo e nessuno investe nulla.Ravenna è sempre stata una città grigia che non ama apparire e che oltretutto non ama avere contatti con altri, vedi le ve di comunicazione malridotte col resto d’Italia.Al ravennate medio piace andare al mare la domenica e mangiare i cappelletti al festival dell’unità..

  6. Scritto da Giorgio

    Visto il commento becero di ST e quello purtroppo corretto di Luca, pensare di trovare risorse in una città come Ravenna è pura utopia. Onore alla società che, pur avendo commesso molti sbagli in questa stagione, per anni ha fritto con l’acqua, riportando senza contare su particolari risorse il calcio nei professionisti. Speriamo che questo incidente di percorso non li allontani, i tempi dei banditi alla Aletti è fin troppo vicino

  7. Scritto da C

    Vorrei ricordare al Sig. Luca che lo sport “di nicchia” cioè la pallavolo, ha il maggior numero di tesserati, femmine, in Italia…ed, anno scorso, ha vinto tante medaglie, dall’oro al bronzo, nei campionati mondiali di categoria.

  8. Scritto da cane

    Se sono ASINI ASINI rimarranno