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Ravenna, Croce e D’Annunzio, Olschki e Chini, perfino le camicie nere… tutto nel nome di Dante nella mostra del Secentenario foto

Se volete rendervi conto di come fu il Sesto Centenario di Dante a Ravenna – quello inaugurato cento anni fa da Benedetto Croce – allora dovete visitare la bella e ricca mostra documentaria allestita nel Corridoio Lungo del Piano Nobile della Biblioteca Classense di Ravenna dal 12 settembre 2020 al 10 gennaio 2021. “INCLUSA EST FLAMMA. Ravenna 1921: il Secentenario della morte di Dante” è il titolo dell’esposizione, primo del trittico di eventi espositivi che accompagneranno le celebrazioni dantesche fino al luglio del prossimo anno, raccolti sotto il titolo DANTE GLI OCCHI E LA MENTE.

L’inaugurazione è avvenuta questa mattina 11 settembre, nella Sala Dantesca della Classense, alla presenza del Sindaco Michele de Pascale, dell’Assessora alla Cultura Elsa Signorino, del curatore della mostra Benedetto Gugliotta, di Daniele Olschki dell’omonima prestigiosa casa editrice, di Maurizio Tarantino Direttore della Classense e di Patrizia Ravagli Presidente del’Istituzione.

Come si diceva, si tratta della prima di tre mostre che compongono il progetto espositivo Dante. Gli occhi e la mente, ideato dal Comune di Ravenna, dal MAR e dalla Biblioteca Classense in occasione del 700° anniversario della morte di Dante Alighieri. Le mostre si svolgeranno da settembre 2020 fino a luglio 2021 presso il MAR, la chiesa di San Romualdo e la Classense (in questo caso).

Inclusa est flamma. Ravenna 1921: il Secentenario della morte di Dante, a cura di Benedetto Gugliotta, responsabile dell’Ufficio Tutela e Valorizzazione della Biblioteca Classense, è un percorso di documentazione storica che ha il suo nucleo centrale nelle celebrazioni nazionali per il VI centenario dantesco del 1921, inaugurate l’anno prima proprio in Biblioteca Classense alla presenza dell’allora Ministro della Pubblica Istruzione Benedetto Croce, grande intellettuale dell’Italia liberale e pre-fascista.

Come ha ricordato l’Assessora alla Cultura Elsa Signorino, le celebrazioni di cento anni fa caddero in un momento particolare della vita italiana, una fase quasi sospesa, pregna degli accadimenti precedenti (la Grande Guerra) e già in parte intrisa dei prodromi dell’incipiente arrivo del Fascismo, che poi cercherà di usare Dante in chiave patriottica e nazionalistica per dare lustro al Regime. Fra l’altro, in mostra sono riportate alcune immagini della tragica giornata dell’11 settembre del 1921, ultimi giorni del VI Centenario, quando le squadre fasciste di Balbo e Grandi confluirono a Ravenna da Ferrara e Bologna. Fu una sorta di marcia su Ravenna, nel corso della quale fece la sua comparsa la camicia nera come divisa ufficiale degli squadristi: fu la prima grande manifestazione di massa del fascismo, costituendo la prova generale della marcia su Roma dell’anno dopo. Nell’occasione, come ha ricordato il curatore della mostra Gugliotta, Balbo e Grandi non profanarono la Tomba del Poeta, simbolo che utilizzeranno poi per la loro propaganda.

Ma torniamo alla ricca esposizione che espone libri, manifesti, fotografie, dipinti, manoscritti e numerosi oggetti d’arte conferiti come omaggio a Dante e alla città di Ravenna “ultimo rifugio” del poeta. Ciascuno degli oggetti, testimonianze della storia “ufficiale”, offrirà spunti per raccontare anche storie particolari, spesso sconosciute al grande pubblico e a volte sorprendenti.

Il Secentenario del 1921 fu preceduto da altri momenti celebrativi di valenza nazionale, come per esempio le “Feste dantesche” del settembre 1908, organizzate dalla Società Dantesca Italiana, che riunirono a Ravenna rappresentanti di città e territori allora sotto la sovranità dell’Impero asburgico. In quell’anno si ritrovarono in un fraterno abbraccio Ravenna, Firenze, Trieste, Trento e le città della Venezia Giulia, dell’Istria e della Dalmazia che dopo la Grande Guerra completarono l’Unità d’Italia fino al Golfo del Quarnero. Nacque in quell’occasione la Cerimonia dell’olio, in cui annualmente  Firenze offre l’olio destinato ad ardere nella lampada all’interno della tomba, simbolico atto di espiazione per l’esilio inflitto al poeta. In mostra c’è la lampada originale dei primi anni del ‘900 che fu poi sostituita nel 1973.

Nel settembre 1908 venne presentata al pubblico la Collezione Dantesca Olschki, uno dei fondi bibliografici a soggetto dantesco più importanti al mondo. Acquisita nel 1905 dalla Classense dal libraio antiquario ed editore Leo Samuel Olschki (bisnonno di Daniele Olschki), particolarmente legato a Ravenna, è ricca di oltre 4.000 volumi alcuni dei quali molto rari. Grazie alla collaborazione con la Casa editrice Olschki e con il Centro Dantesco dei Frati Minori Conventuali di Ravenna, sarà possibile vedere riuniti due esemplari di un’edizione pregiatissima e a tiratura limitata (solo 306 esemplari) della Commedia, insieme al manoscritto autografo del proemio, scritto da Gabriele D’Annunzio. C’è pure la lettera in cui il Vate ricorda a Olschki che intende essere pagato profumatamente per quel proemio, come era stato pattuito. Insomma amore per l’arte sì, ma tutto ha un prezzo. Si tratta in ogni caso dell’edizione celebrativa per i 50 anni dell’Unità d’Italia (1911). La copia prestata da Olschki (l’altra è della biblioteca) è stampata su pergamena poi miniata e ha una legatura con borchie d’argento: un monumento dell’arte tipografica, stampata in soli 6 esemplari.

È stata inoltre stabilita una collaborazione con l’Archivio Chini di Lido di Camaiore (LU), custode della memoria di Galileo Chini (1873-1956), forse il maggior interprete italiano dello stile Liberty. È lui l’autore del manifesto ufficiale del Secentenario, di grande formato (cm 200×150) recentemente restaurato ed esposto a Ravenna per la prima volta dopo il 1921. Oltre a quanto già citato, tra i pezzi più importanti in mostra saranno visibili il modello in bronzo del monumento di Dante a Trento, realizzato da Cesare Zocchi nel 1896; Dante nella pineta e I funerali di Dante, opere del triestino Carlo Wostry (1865-1943) e i celebri sacchi donati da Gabriele D’Annunzio e decorati da Adolfo De Carolis col motto “Inclusa est flamma” (“la fiamma è all’interno”) che dà il titolo alla mostra. I sacchi in tela di juta, contenenti foglie di alloro in omaggio a Dante, furono trasportati in aereo a Ravenna da tre aviatori che avevano partecipato a famose imprese militari di D’Annunzio, come il volo su Vienna del 1918 o l’Impresa di Fiume. Il Vate stabilì un parallelo tra la fiamma che ardeva sulla tomba di Dante e la fiamma perenne che veniva custodita presso il santuario di Apollo a Delfi, considerato dagli antichi Greci il cuore vivo della loro civiltà. Una simbologia iniziatica che intendeva rappresentare Dante visto come profeta della Nazione oltre che padre della lingua italiana.

A scandire il percorso saranno diversi Albi di firme della Tomba di Dante e della Classense, che raccolgono autografi di visitatori e visitatrici illustri ma anche di comuni cittadini e cittadine che, tra XIX e XX secolo, intendevano testimoniare i loro sentimenti durante la visita al sepolcro di Dante. Curiosi, su tutti, gli autografi di papa Pio IX, che trascrisse dei versi danteschi ma non lasciò firma, e di quell’anonima fiorentina che, scossa dai sensi di colpa, chiese perdono al poeta quasi fosse stata lei stessa, cinque o sei secoli prima, a decretarne l’esilio dalla sua città natale.

Un calendario di eventi e iniziative collaterali, curati insieme alla Fondazione Alfredo Oriani di Ravenna e all’Istituto Storico per la Resistenza e l’Età contemporanea della Provincia di Ravenna, approfondirà di volta in volta alcuni aspetti del percorso espositivo.

DANTE GLI OCCHI E LA MENTE / “INCLUSA EST FLAMMA. RAVENNA 1921: IL SECENTENARIO DELLA MORTE DI DANTE”

Ravenna / Biblioteca Classense / Via Baccarini, 3 / dal 12 settembre 2020 al 10 gennaio 2021

A cura di Comune di Ravenna – Assessorato alla cultura, MAR – Museo d’Arte della città di Ravenna e Istituzione Biblioteca Classense

Ingresso libero, limitato nel rispetto della prescrizioni sanitarie

Orari di visita: dal martedì al sabato dalle 9 alle 18, apertura straordinaria domenica 13 settembre dalle 14 alle 18 (domenica e lunedì chiusura).

VI Centenario
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