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Per Via Chiavica Romea, un velox, dissuasori e telecamere sanzionatorio. La risposta del Comune di Ravenna ad Ancisi (LpRa)

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Alvaro Ancisi, capogruppo di Lista per Ravenna, torna a porre l’attenzione su Via Chiavica Romea. Il 17 maggio scorso Lista per Ravenna aveva rivolto al sindaco l’’interrogazione intitolata: “Via Chiavica Romea non è più una strada di campagna, Problemi di sicurezza da risolvere”.

“Questa strada non è solo una strada stretta e mal curata del centro urbano di Ravenna diretta al quartiere San Giuseppe, ex Villaggio ANIC, ma una vera e propria arteria di comunicazione tra il centro storico e il nord-est della città. La percorre perciò un transito veicolare incurante del limite di velocità, grazie anche al fatto che conduce direttamente e rapidamente, da un lato, alla strada provinciale Sant’ Alberto e ai vari sobborghi della periferia nord di Ravenna situati oltre la ferrovia, e dall’’altro alla statale Romea Nord verso tutto il nord-est oltre la città e il litorale. Tale ultimo tragitto è praticato in particolare da automezzi pesanti oltre il limite di portata concesso, come scorciatoia per arrivare od uscire dal centro urbano. Da anni, i residenti, preoccupati dei pericoli che incombono su chi transita in via Chiavica Romea, e degli incidenti avutisi, chiedevano al Comune di introdurvi dei dissuasori di velocità” dichiara Ancisi, ricordando che a fine aprile 2018, il sindaco aveva espresso la volontà che su questa strada fosse installato un velobox nel giro di qualche mese.

Nulla essendo stato fatto nel frattempo, Lista per Ravenna aveva dunque chiesto al sindaco che via Chiavica Romea fosse dotata di “dispositivi volti almeno a ridurne lo stato di pericolosità, come prima cosa il velobox assicurato dal sindaco, senza escludere il possibile ricorso a sistemi di rallentamento della velocità, quali le bande trasversali ad effetto ottico, acustico o vibratorio, o comunque ogni altra misura ritenuta efficace e praticabile dai tecnici comunali del servizio competente”.

Ancisi segnala ora la risposta, data in Consiglio comunale dall’’assessore alla Mobilità e alla Viabilità Fagnani: “”Stiamo effettuando le verifiche, insieme al Comandante della Polizia locale, per scegliere, visto che la strada dal punto di vista del Codice lo consente, l’’isola adatta per potervi installare un velobox, richiesta che ci trova d’accordo. Valutiamo, insieme all’’ufficio Strade, l’’eventuale introduzione di cartellonistiche o di strisce verticali o orizzontali. Per quanto riguarda, invece, il transito degli autocarri pesanti nel quartiere San Giuseppe, abbiamo recentemente presentato un piano alle Associazioni di Categoria che prevede l’’inserimento di telecamere sanzionatorie per i mezzi di portata superiore a quella consentita””.

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Commenti

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  1. Scritto da Vincenzo

    Non è una novità per questa giunta. O veloce portano soldi i dissuasori no.

  2. Scritto da Emanuele

    Ecco, è questo il sig. Ancisi che mi piace e che fa un gran servizio civico per la nostra comunità. Grazie!

  3. Scritto da Alvaro Ancisi

    Grazie Emanuele, in attesa di risentirci. Vincenzo, c’è, nel bene e nel male, una differenza grande nel gergo ravennate tra autovelox (rilevatori fissi delle velocità sanzionabili, in uso permanente senza necessità di presenza degli agenti) e velobox (box, cioè una scatola vuota in cui il rilevatore di velocità deve essere inserito di volta in volta dalla polizia e le multe possono essere fare solo con la presenza a breve distanza di una pattuglia: per il vero rarissimamente). Gli autovelox fanno sì cassa per il Comune oltreché dissuasione, i velobox fanno più che altro dissuasione o deterrenza, quasi come gli spaventapasseri, comunque utili. Cordialmente.

  4. Scritto da Giovanni lo scettico

    Quando la smetteranno di fare cassa con le multe?

  5. Scritto da Un lettore

    Un ampio tratto di via Chiavica Romea (lato dx procedendo verso la città) non presenta più alcuna demarcazione nè separazione fra carreggiata stradale e marciapiede (ormai presunto tale) coi gravi rischi che ne conseguono. Vedere x credere. Davvero davvero troppo pericoloso.

  6. Scritto da Emanuele

    Giovanni, spero mai. Compreso delle sue.