Musica. Uto Ughi aprirà domani sera la VII stagione concertistica dell’ERF&TeatroMasiniMusica

Musica. Uto Ughi aprirà domani sera la VII stagione concertistica dell’ERF&TeatroMasiniMusica
Uto Ughi

Uto Ughi porterà con sé i due splendidi violini: un Guarneri del Gesù del 1744 e il leggendario “Kreutzer”, uno Stradivari del 1701 appartenuto al violinista cui Beethoven dedicò la celebre sonata.

Domani, venerdì 12 ottobre, al Teatro Masini di Faenza alle ore 21.00, prenderà il via la VII stagione concertistica dell’ERF&TeatroMasiniMusica targata Emilia Romagna Festival. Ad inaugurare la VII edizione sarà un appuntamento di altissimo livello. Tornerà infatti il celeberrimo violinista Uto Ughi, da anni assente dal territorio, accompagnato al pianoforte da Andrea Bachetti, con “Note d’Europa”, un concerto tratto dal suo ultimo disco uscito per Sony Classical.
Parte del ricavato del concerto sarà devoluto a favore della Fondazione Telethon per la cura delle malattie genetiche rare.

Uto Ughi, erede della tradizione che ha visto nascere e fiorire in Italia le prime grandi scuole violinistiche, è considerato uno dei maggiori violinisti viventi. Dopo anni di assenza dal territorio, torna al Teatro Masini per presentare il suo ultimo disco, “Note d’Europa”, una raccolta del migliore repertorio violinistico del Vecchio Continente. Il nome della raccolta deriva dalle sette nazioni coinvolte, ciascuna rappresentata da un brano emblematico di un grande compositore. Italia, Francia, Spagna, Austria, Polonia, Ungheria, Germania sono le 7 nazioni europee attraverso cui il Maestro Ughi ha omaggiato l’Europa, con brani tra gli altri di Granados, Saint, Tchaikovsky, Mozart, Bach e Chopin.

Uto Ughi porterà con sé i due splendidi violini che lo accompagnano ovunque: non solo due strumenti di sublime struttura, ma dei veri e propri organi viventi, che recano la memoria secolare delle grandi opere cui hanno dato vita. Uno è infatti un Guarneri del Gesù del 1744, stupendo manufatto dal timbro scuro, e l’altro è il leggendario “Kreutzer”, uno Stradivari del 1701 appartenuto al violinista cui Beethoven dedicò la celebre sonata. Non a tutti i violinisti è concesso suonare strumenti di questo nome e questo livello. Dopo aver cominciato a suonare ed essersi esibito a soli sette anni al Teatro Lirico di Milano, Ughi è balzato agli onori della critica come un interprete unico e raffinato, baciato dal talento. Quando era solo dodicenne, la critica scriveva: “Uto Ughi deve considerarsi un concertista artisticamente e tecnicamente maturo”. Ha iniziato le sue grandi tournées europee esibendosi nelle più importanti capitali. Da allora la sua carriera non ha conosciuto soste. Ha suonato infatti in tutto il mondo, nei principali festival con le più rinomate orchestre sinfoniche. Inoltre, il Maestro non limita i suoi interessi alla sola musica, ma si occupa di vivacizzare ogni aspetto della vita sociale e culturale italiana – testimoni ne sono le varie onorificenze e lauree onoris causa. Le sue incisioni sono pubblicate in tutto il mondo; tra queste, giova ricordare “Il Trillo del diavolo”, disco “live” dei più importanti pezzi virtuosistici per violino; il Concerto di Schumann diretto dal M Sawallish con la Bayerischer Rundfunk; e i Concerti di Vivaldi con i Filarmonici di Roma.

Ad accompagnarlo al pianoforte sarà Andrea Bacchetti, altro ex enfant prodige della classica: altro musicista provetto. Professionista internazionale del pianoforte, apprezzato in tutto il mondo grazie ai frequenti concerti e alle pubblicazioni, Bacchetti, dopo aver iniziato la carriera sotto gli auspici di Karajan e Horszowski, debuttando a 11 anni presso la Sala Verdi a Milano con i Solisti Veneti, ha costruito la propria fama soprattutto nell’ambito cameristico. Incide in esclusiva per Sony Classical: fra la sua ampia discografia sono da ricordare il SACD con le sonate di Cherubini, oltre alle celebri interpretazioni di Scarlatti e Bach. Si dedica con passione alla musica da camera, con frequenti e proficue collaborazioni di alto livello.

Parte del ricavato del concerto sarà devoluto alla Fondazione Telethon per la cura delle malattie genetiche rare.

11/10/2018


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