Viaggio a sinistra / 8. Parla Eleonora Proni, segretaria provinciale del Partito Democratico

Viaggio a sinistra / 8. Parla Eleonora Proni, segretaria provinciale del Partito Democratico
Eleonora Proni

Che Matteo Renzi sia diventato ormai il dominus incontrastato del PD, anche a livello locale, lo dimostra l'andamento dei congressi di circolo, dove egli ha ottenuto spesso percentuali bulgare. E lo dimostra la scelta di sostenerlo di una signora gentile e schiva come Eleonora Proni - che guida il PD provinciale dal settembre scorso -, una donna molto distante dallo stile renziano e dall'idea dell'uomo solo al comando, proveniente da un'area di sinistra storica.

 

Che anche lei si sia convertita al renzismo, sostenga Matteo Renzi segretario e lo ritenga l'uomo giusto al posto giusto per i prossimi 5 anni, dimostra quanto sia cambiato il Partito Democratico, anche a Ravenna. Il feudo che fu di D'Alema prima e di Bersani poi e che nell'ultimo congresso si era speso in buona parte per Cuperlo, ora è tutto zucchero e miele per Renzi. A Orlando resta una discreta testimonianza e nulla più. Emiliano non pervenuto. E pazienza se la piega che Renzi farà prendere al partito, rischia di portare il PD a un progressivo isolamento a sinistra, come le nostre precedenti interviste hanno mostrato. 

 

 

L'INTERVISTA

La provincia di Ravenna, politicamente, era una realtà di ferro dalemiana e bersaniana. Nel giro di pochi anni abbiamo assistito a una vera e propria mutazione del PD in chiave renziana. L'on. Maestri, in una recente intervista, vi ha accusato di gattopardismo. Lei cosa ne pensa?

“Le confesso che sono un po' allergica alle polemiche e penso che ciascuno dovrebbe, in coscienza, guardare alla propria coerenza. In secondo luogo poi, penso che se si guarda al posizionamento del gruppo dirigente ravennate in rapporto alla scelta del segretario nazionale si scopre che ciascuno ha scelto con la propria testa e in base alla propria valutazione politica. A me pare un elemento di pluralismo e di dinamismo salutare. Chi ha in mente il PD come un monolite, sia esso renziano o altro, sbaglia radicalmente l'analisi. Il nostro è da tempo e definitivamente un partito plurale in cui la gente ragiona, discute e decide. Non c'è un'altra forza politica che abbia il nostro tasso di partecipazione e di democrazia interna. Questa è la nostra diversità e ne siamo orgogliosi.”

 

Anche lei questa volta ha sostenuto Renzi. Perché?

“Non sempre mi piace lo stile di Renzi e su alcune decisioni del passato sono stata in disaccordo con lui. La scelta che siamo chiamati a fare oggi non è solo sulla persona ma anche sul posizionamento politico. Ritengo che il modo con cui Renzi ha affrontato la fase congressuale e le scelte strategiche che ha individuato siano le più convincenti e quelle di cui il Paese ha bisogno. Guardando ai prossimi cinque anni mi pare che Renzi esprima una traduzione programmatica dei valori del centrosinistra nei quali mi riconosco. Può interpretare uno stile di leadership nuovo, raccogliendo il consenso necessario per sconfiggere i populismi e le destre.”

 

Siete il Partito più importante del centro sinistra e senza di voi è impensabile un governo di centro sinistra. Ma tutte le forze alla vostra sinistra vi criticano e c'è un crescente disamore per le vostre posizioni, come ad esempio in materia di riforma del lavoro e della scuola o su certi temi ambientali. Molti ex-compagni di strada hanno fatto scelte di rottura e di non collaborazione con le amministrazioni PD. Cosa ne pensa? È preoccupata di questo vostro progressivo isolamento?

“Purtroppo c'è una tragica conseguenza della bocciatura del referendum costituzionale ed è la fisiologica spinta che un sistema elettorale proporzionale dà alla conflittualità tra formazioni politiche affini o vicine, che cercano di conquistare consenso in un elettorato "contendibile". Noi però non vogliamo farci trascinare su questo terreno della critica gratuita. La posta in gioco è il destino del Paese e dell'Europa e bisogna pensare in grande e al futuro. Il PD è un partito che considera irrinunciabile il valore della responsabilità e non fa proposte che non si possano tradurre in scelte di governo. Abbiamo nel nostro DNA i valori della sinistra ma anche il senso profondo della necessità che quei valori si traducano in scelte praticabili. Forse ci sta costando qualche critica e un'incrinatura nell'entusiasmo di qualcuno, ma è un tratto di serietà e di concretezza che credo aumenti il nostro grado di affidabilità e la fiducia nella nostra capacità di farci carico della soluzione dei problemi.”

 

Perché, secondo lei, in molti pensano al PD come a una forza integrata nel sistema, di gestione dell'esistente, e non più come a una forza progressista e di cambiamento? Secondo lei c'è un problema d’identità all'interno del suo partito e di percezione all’esterno?

“Dire che noi siamo un partito di governo significa dire che ci interessa più cambiare la realtà facendoci carico di tutta la complessità di questa società e di questo tempo e puntando a miglioramenti, anche parziali, piuttosto che enunciare soluzioni miracolistiche o limitarsi alla critica. Dal modo con cui ci si è rapportati con l'Europa, pretendendo margini per politiche espansive, alle unioni civili fino alla gestione dell'emergenza migranti noi siamo un partito con solidi valori di sinistra capace di tradurli in pratica. La cosa più temibile di tutti i movimenti populisti con i quali noi e l'Europa ci stiamo confrontando è lo stile di semplificazione, di banalizzazione della realtà e dei problemi. Le cose sono complesse, la realtà è difficile e dare risposte semplicistiche non aiuta a risolvere i problemi ma al contrario li aggrava.”

 

Quali sono le sue prime impressioni dopo la nascita del neonato movimento Art. Uno MDP? Pensa che sarà complicato dialogare con gli ex compagni di partito usciti dal PD?

“Spero di no. In realtà alcune persone che hanno aderito al nuovo movimento sono già ora nei Consigli comunali e anche nelle attuali Giunte. Credo che sia stato un errore clamoroso uscire dal PD ma, come abbiamo sempre fatto fino a ieri all'interno del partito e all'esterno con chi condivideva le medesime ispirazioni, continueremo testardamente a dialogare, confrontarci, discutere, ricercare insieme soluzioni ai problemi. Detto questo, però, non credo che nessuno possa dire seriamente che dentro il nostro partito, specie a livello locale, vi sia mai stato un qualche limite o ostacolo al confronto, anche quando le posizioni erano articolate.”

 

Quali sono le sue impressioni nei confronti di Giuliano Pisapia e del movimento Campo Progressista? È il vostro interlocutore principale?

“Giuliano Pisapia è stato un ottimo ministro di un governo di coalizione, un ottimo sindaco di una coalizione di centrosinistra. È portatore di una storia e di una spinta che va nella direzione che auspichiamo. Tanto più che a livello locale vi sono già esperienze positive che hanno la stessa ispirazione.”

 

Siete ancora convinti che il partito della nazione, autosufficiente e a vocazione maggioritaria, delineato da Renzi, sia la scelta giusta, oppure forse non è più così, perché avete bisogno di alleanze?

“A essere onesti la "vocazione maggioritaria" è un'espressione di Veltroni ed esprime solo la tensione ad unire anziché a pensare una rappresentanza frammentata. Più riusciamo a tenere unito chi si riconosce in una prospettiva di centrosinistra più riusciremo a far crescere il paese in democrazia e sviluppo. Le sfide che abbiamo davanti sono tali da far tremare le vene ai polsi. Chi pensa a quali sono i problemi di oggi, dall'economia alla politica estera, dalla sicurezza alla competizione internazionale, si pone problemi diversi da quelli del posizionamento, delle microdecisioni o dei destini dei vari leader politici. Davvero occorrerebbe un di più di senso di responsabilità e di visione del futuro.”

 

Soddisfatta dell’andamento dei congressi di circolo? E qual è lo stato dell’arte degli iscritti al PD in provincia di Ravenna?

“I dati della partecipazione alle assemblee dei circoli e quelli del tesseramento sono positivi e testimoniano che la volontà di molti è quella di rimanere nel nostro partito e di impegnarsi nella nostra comunità.”

 

Come stanno andando le primarie e quale sarà il loro esito secondo lei? Quale affluenza prevede ai gazebo a Ravenna?

“È difficile fare previsioni e soprattutto raffronti con le primarie precedenti. In questo poco tempo sono cambiate molte cose. Detto questo, noi lavoriamo con entusiasmo per favorire una grande partecipazione anche nella nostra provincia, consapevoli dell'importante occasione di democrazia per individuare il nostro segretario nazionale ma anche per rimotivare le persone per le impegnative sfide che abbiamo davanti."

 

A cura di I. G. e P. G. C. 

21/04/2017

 Commenti

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Non mi risulta che Giuliano Pisapia sia mai stato ministro di questa Repubblica. Una svista della signora Proni? Per il resto penso che ci sia da lavorare per recuperare il gap che separa il PD dai 5S (secondo i sondaggi, ovviamente). Auguri.
21/04/2017 - nautilus
E’ un cambiamento dovuto al fallimento della sinistra ex. PDS DS.. ed è la conferma dei valori della democrazia cristiana e delle destre economiche che stanno dietro Renzi. Renzi come tutta l’aera popolare ha interpretato molto bene i loro valori e li ha imposti cacciando i mendicanti primari di poltrone, coloro hanno abbandonato il loro propri valori e ideali, cosa che ha favorito l’adesione dei democristiani e dei liberali da altri partiti d’una parte e per fortuna, la fuga dei votanti di sinistra in altri partiti in particolare in M5S, dell’altra. Quindi il PD non è di sinistra ed è un partito popolare liberale Europeo e il suo futuro è in tale area. è necessario chiamare le cose con i loro veri proprio nome, rimanere in tale partito e fare finita di essere popolare e di sinistra ex. PC,PDS,Ds… è solo per sopravvivenza nella poltrona ed è ormai consolidata con il nome prostituzione politica! se come Renzi & Co non sono stupidi, vedi la prossima mossa, sarà più traumatica!
21/04/2017 - ilvana
Di SINISTRA il Partito Democratico ? Cara Proni, sei rimasta indietro di almeno 20 anni. Con l'auto insediamento di Renzi (anzi, Renzusconi) il PD è diventato più a destra del suo ispiratore Berlusconi. Mi ricordi il "compagno Antonio" (Antonello Fassari) in Avanzi della Dandini: si era risvegliato dal coma dopo 20 anni ed era rimasto con l'ideologia comunista classica, mentre il mondo si era trasformato.
21/04/2017 - Tristano Onofri
e si circoli pieni di vecchi pensionati GIOVANI ASSENTI esclusi i stipendiati, ma quando li massacrate come i giovani lavoratori perderete anche gli ospizi a no le sezioni,io ho aderito subito al pd,ma che la fine fosse questa non avrei mai immaginato, anche di avere un segretario così BUGIARDOsenza vergogna
21/04/2017 - batti
Dispiace molto vedere questa situazione in cui è necessario ingoiare il rospo per sopravvivere!!
21/04/2017 - Andrea
i camaleonti della politica, mi permetta signora, come pensa che i cittadini vi vedano : I Renziani "Pur di rimenare nelle poltrone vendano la loro anima! ", quelli sinistra, glielo risparmio.... la logica indica quando si perde e vince un altro come il caso Renzi i perdenti si dimettano e lasciano ai Veri Renziani le poltrone !!
21/04/2017 - Zigo
PD ombelico del mondo, liti da ballatoio comprese. Pazzi da legare.
21/04/2017 - Col.Kurtz
Forse il commento precedente era troppo lungo . Sintetizzo. Le affermazioni del governo non sono reali, chi le distribuisce da informazioni distorte. Le tasse aumentano perché confrontate con i servizi profusi esse sono aumentate leggermente mentre i servizi sono calati disastrosamente. Gli unici che non hanno ridimensionato sono loro. Vitalizi, cumuli di pensioni, indennità, gettoni, tetti agli stipendi. Trovano sempre una scorciatoia per saltare o un ricorso per evitarli. A noi cittadini normali col cavolo
21/04/2017 - Franco
Senza coalizioni il PD non sarebbe Dove e adesso è senza l'aiutino di certi presidenti contro la volontà popolare. Che si facciano elezioni senza liste. Premio al partito +votato. Le coalizioni dopo..Se servono e chi sotto il 5% a casa.... basta mantenere schiere di inutili r..........rI. E attaccati solo a vitalizi e benefici. Ma PD Fi dc ecc col cavolo che approverebbero. Andrebbero tutto a casa senza vitalizio. Senza tacchino ecc
21/04/2017 - franco
Lasci stare la sinistra che non le compete più Perdete consenso giorno dopo giorno ma a quanto pare non vi interessa. C'era un tale che diceva "tireremo diritto" Ha fatto una brutta fine!
21/04/2017 - marcella
Ovvio, se non si allinea al capo la buttano fuori.... auguri di libero pensiero
22/04/2017 - massimo
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