Ancisi (LpRa) accusa il Comune: riceve una bella eredità ma non adempie ai suoi doveri

Ancisi (LpRa) accusa il Comune: riceve una bella eredità ma non adempie ai suoi doveri
La casa di Maria Fabbri lasciata in eredità al comune di Ravenna

Nel 2007, il Comune di Ravenna ricevette in eredità dalla signora Maria Fabbri, con l’obbligo di destinarlo, come scritto nel testamento, all’istituzione di una “casa di riposo per anziani, preferibilmente insegnanti o artisti” un lascito di notevole valore economico. Ma il Comune non ha fatto quanto doveva. La denuncia è del capogruppo di Lista per Ravenna Alvaro Ancisi che critica duramente l'operato degli amministratori comunali. 

LA BENEFATTRICE

Racconta Ancisi: "Nel novembre 2007, il Comune di Ravenna incamerò al suo patrimonio i beni ricevuti in eredità dalla signora Maria Fabbri, con l’obbligo di destinarlo, come scritto nel testamento (si veda la foto), all’istituzione di una “casa di riposo per anziani, preferibilmente insegnanti o artisti”. Il lascito, di notevole valore economico, consisteva in una casa di 12 vani con ampio giardino, situata in via Circonvallazione alla Rotonda dei Goti (a fianco dell’Eurospin), più una somma liquida di 1.156.802 euro, ricavata dalla vendita di titoli bancari, finanziari ed assicurativi, mobilio per un valore di 4.049 euro e strumenti musicali da 9.800 euro. La somma liquida fu valutata sufficiente non solo per ristrutturare la casa, ricavandone 11-13 posti letto, ma per realizzare un raddoppio della potenzialità. Il consiglio comunale espresse unanimemente un forte apprezzamento per tale atto di grande generosità compiuto verso la città, consapevole che, attraverso questa donazione, la signora Fabbri ha anche voluto onorare la memoria del marito, il violoncellista Adolfo Fantini, ex allievo e insegnante dell’istituto superiore di studi musicali Giuseppe Verdi di Ravenna."

DODICI ANNI DI RITARDI

"Incassati i soldi per le opere di ristrutturazione dell’edificio, nulla avrebbe dovuto ritardare l’avvio dei lavori. - continua Ancisi - Invece l’immobile è stato lungamente abbandonato al degrado edilizio, visibile in pieno centro urbano, col giardino ridotto ad una boscaglia inestricabile infestata da rampicanti, quando sarebbe stato dovere del Comune compiere ogni necessaria manutenzione, né più né meno di quanto, pena sanzioni, è imposto da ordinanze del sindaco e regolamenti comunali alle proprietà private, anche per prevenire la diffusione di zanzare o altri insetti o animali nocivi. Per non dire che una casa di riposo per anziani da costruire gratis avrebbe meritato di essere realizzata senza indugio, data anche la scarsità di queste strutture a Ravenna. Il 12 dicembre 2010 sollevai pubblicamente il misfatto con un’interrogazione al sindaco, che non rispose nemmeno. Tornato alla carica il 14 marzo 2012, mi si rispose che una settimana prima era stato presentato il progetto definitivo dei lavori, i quali, secondo il cronoprogramma, sarebbero iniziati nel gennaio 2013, mentre la nuova casa sarebbe stata completata e arredata entro dicembre 2014. Ma solo nel marzo 2018 la giunta comunale ha portato in consiglio il regolamento per l’accesso alla casa, nel frattempo finalmente costruita (foto allegata), annunciando che “a breve” sarebbe stata indetta la gara per acquistare gli arredi, cosicché “l’inaugurazione” sarebbe avvenuta “prima dell’estate”. Neppure questo è stato."

OPERETTA IN CONSIGLIO

È così si arriva a martedì pomeriggio in consiglio comunale, quando "il dramma è stato trasformato in operetta. - dice Ancisi - L’assessore ai servizi sociali, raccogliendo l’assist perfetto di un’interrogazione presentata da un consigliere della sua parte, ha regalmente annunciato, lodata amorevolmente dal collega, che la mattina stessa - guarda caso - la struttura era stata aperta, anche se con appena un primo nucleo di cinque anziani; e che, per modestia, l’inaugurazione, si presume festosa, sarà fatta solo quando i 17 posti realizzati saranno tutti occupati. È stato un duetto indisturbato, giacché queste performance sono riservate ai due attori. Ma tanto è bastato perché la recensioni stampa ne abbiano celebrato il successo."

"Ricevere in eredità da una cittadina tutto il suo patrimonio, del valore di oltre due milioni, per un’opera altamente sociale realizzabile in uno o due anni al massimo, mantenerlo inutilizzato, avendo anche lungamente abbandonato l’immobile al degrado, e compiere il lavoro dopo oltre 12 anni, è un grave demerito, che meriterebbe un dignitoso silenzio, piuttosto che messinscene da strapazzo. - commenta duro Ancisi - Non è stata rispettata la volontà testamentaria di “istituire una casa di riposo per anziani, preferibilmente insegnanti e artisti”, cioè un servizio sociale, essendo stato deciso, con la solitaria astensione di Lista per Ravenna, di realizzare una casa di cura, qual è una “comunità alloggio” a contenuto prettamente sanitario. Questa soluzione ostacola peraltro, di fatto, che siano utilizzabili, se non occasionalmente, i due posti riservati ad “insegnanti e artisti”. Per rispettare e non stravolgere la volontà della donatrice con una volontà politica (peraltro imposta al consiglio comunale a decisione già presa), sarebbe stato preferibile, a mio giudizio, optare per l’alternativa, non meno benemerita e di immediata e sicura applicazione, espressa dalla sig.ra Fabbri nel testamento: il Comune “venda detti beni e col ricavato acquisti attrezzature per il reparto centro tumori dell’Ospedale Civile di Ravenna” conclude Alvaro Ancisi.

 

11/04/2019

 Commenti

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...e i due poveretti pensavano di poter "pistolonare" Ancisi? Illusi!
11/04/2019 - A
questa nota di Ancisi, giusta, mi fa venire in mente un'altro lascito testamentario. quello noto a tutti, cioè L'eredità " delle Orfanelle " ospiti dell'Orfanatrofio " Galletti Abbiosi " . le quali mi risulta che non hanno ricevuto una lira, dell'immenso patrimonio che il Conte le aveva lasciato con un documentato testamento ( di cui conservo una fotocopia). non ricordo di aver letto qualche articolo del Sig. Ancisi in difesa delle suddette Orfanelle. Eppure non è stata una cosa onovevole, A. Sternini
11/04/2019 - arrigo sternini,
Vede signor Ancisi cosa deve pensare....è venuto fuori dopo tanti anni il famoso buco del consorzio di 9.000.000 di euro ?? SILENCE !
11/04/2019 - Luciano Fosci
Ancisi, ripetitivo e poco informato. Come mai?
11/04/2019 - Angelo
Alla fine meglio lasciare all'Opera Santa Teresa i propri beni se non si hanno eredi. Mai ad enti pubblici.
12/04/2019 - Ilpessimista
Va bene i tempi della burocrazia, ma dodici anni per mettere a posto un edificio avuto a titolo gratuito, effettivamente sono ridicoli.....Tanto più per un settore - quello delle case di riposo o case protette, che rappresenta il vero business del futuro. Non a caso le strutture ecclesiastiche (con il naso assai più fino dei brontosauri politici) da anni ci sguazzano. Il danno è stato anche economico, per il Comune, e ce ne rendiamo conto facilmente: un posto letto in una struttura simile costa all'ospite o alla famiglia tra i 1500 e i 2500 Euro/mese; moltiplicando 15 posti letto x 144 (12 anni), pur considerando la retta minima di 1500 Euro/mese che è applicata agli anziani in graduatoria USL, superiamo tranquillamente i 3 milioni di mancate entrate....e la concorrenza ringrazia
12/04/2019 - Maurizio Ricci
Gentile Pessimista, l'Opera di Santa Teresa possiede già circa 600 appartamenti. Non sono abbastanza?
12/04/2019 - Giovanni lo scettico
Potrei avere dall'Angelo la grazia di conoscere cosa, nello scritto pubblicato, sia da poco informato? Ne avrebbero diritto anche i lettori. Grazie.
12/04/2019 - Alvaro Ancisi
Io, la mia eredità, nonostante non abbia parenti, non la darei al Comune ma la dividerei x 10 famiglie che non arrivano a fine mese con bambini piccoli che han bisogno di crescere non nella sofferenza, ma nella serenità. Dare al Comune significa poca trasparenza e non mi fido di tutti questi avvoltoi politici. Non ne hanno già' abbastanza di quanto guadagnano e degli incassi che hanno dagli autovelox?? Grazie Ancisi dell' ennesima notizia diffusa a noi cittadini.
13/04/2019 - Giancarlo g
Sig. Sternini, se in questo giornale va su “cerca” cliccando semplicemente “orfanelle Ancisi”, trova un lungo elenco dei miei scritti, tra cui le segnalo questi titoli: “Galletti Abbiosi. Ancisi (LpRa) chiede al Sindaco di cercare un accordo onorevole con le orfanelle”; “Galletti Abbiosi, alla libreria Feltrinelli la presentazione del libro Il testamento tradito; “Ancisi (LpRa): “Sentenza orfanelle del Galletti Abbiosi”; “Ancisi: Giustizia civile per le orfane del Galletti Abbiosi”. Il primo è un’interrogazione del 13 ottobre 2018, a cui il sindaco avrebbe dovuto rispondere, per legge, entro 30 giorni. Era iscritta ai lavori del consiglio di martedì scorso. Ma poi è stata cancellata. Spero martedì prossimo. Cordialmente.
13/04/2019 - Alvaro Ancisi
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